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ecografia e/o fisiatria?, meglio l’ecofisiatria

visita fisiatrica+ valutazione ecografica:

succede prima o poi ad ogni sportivo:

avvertire qualche problema con  muscoli e/o articolazioni: sotto forma di dolore oppure difficoltà  nel movimento di un arto. Questo è il momento di procedere con un accertamento diagnostico: meglio un’ecografia o una visita fisiatrica?;  meglio ambedue fatte in contemporanea da un professionista esperto.

La nascita della fisiatria interventistica 

Questa disciplina  non è una scoperta nuova, fino ad oggi era  campo di lavoro per molti ortopedici, radiologi e medici dello sport che gestivano le problematiche osteoarticolari dello sportivo di alto livello; era qualcosa di nicchia, che non sempre si poteva applicare con lo sportivo amatoriale o al semplice cittadino, che normalmente  si stira un muscolo in giardino.

Personalmente vedo la Medicina Fisica e riabilitativa quale  la branca specialistica adatta a gestire queste eventualità in quanto esperta  nella  diagnostica, l’uso delle terapie fisiche e, soprattutto, perchè ha la capacità di  elaborare un progetto riabilitativo individuale specifico per il paziente.  Negli ultimi tempi questo ha dato vita ad un iper specialità ad hoc, quale è la fisiatria interventistica.

ma, serve davvero?

  Detto questo, sembra banale dover spiegare come una valutazione clinica, associata ad uno studio ecografico in tempo reale, siano meglio di una sola di queste due procedure;  eppure la realtà del lavoro quotidiano parla chiara, si continuano a fare semplici esami diagnostici il cui referto tante volte è poco chiaro, e rimane sterile, senza aver avuto una dovuta interpretazione clinica;  oppure si continua a fare la sola valutazione clinica, forti dall’esperienza nel campo, che effettivamente è un grande maestra ma che non sempre ci porta alla  diagnosi o consiglio terapeutico migliore.

“Le infiltrazioni le abbiamo sempre fatte in questo modo!”

le procedure infiltrative eseguite con i soli punti di repere  sono ancora la procedura di routine: “perchè si è sempre fatto così e non ho mai avuto problemi”, “perchè conosco perfettamente l’anatomia di questo distretto, e non ci si può sbagliare…”  Normalmente  queste affermazioni sono vere, ma la precisione e sicurezza -documentabile- dell’avvenuto successo della procedura, cioè aver somministrato il prodotto nel sito che ci eravamo prefissati, è un atto che qualifica enormemente il nostro lavoro e di solito, premia i nostri sforzi. Questo farà diventare gold standard le infiltrazioni ecoguidate, che non saranno più l’eccezione ma la norma.

Altri esperti del MSK clinico ecografico 

 Negli ultimi tempi anche molti fisioterapisti, quali dottori laureati, stanno entrando in questo meccanismo virtuoso, e questo è un bene, in quanto padroneggiare l’anatomia e l’uso dell’ecografo è un grande vantaggio diagnostico e una immediata guida terapeutica, in acuto, in particolare per lo sportivo di alto livello, che non ha tempo da perdere, nel quale la lesione va gestita nei  tempi  più brevi in modo di tornare in attività prima possibile.

Corredo queste mie divagazioni con un bell’articolo che parla delle principali indicazioni, punti di forza e difficoltà delle procedure ecoguidate nel trattamento del dolore muscoloscheletrico. Pain management 2015.

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