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un Maestro un Amico, Antonio Ranalli

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Tante volte la vita ci consente di conoscere e stabilire nessi d’amicizia duratura, con anime affini , con le quali nel tempo ogni tanto ci incontriamo e collaboriamo, col sorriso, quale abito continuativo ,  che capita a distanza di settimane o  anni, sempre immutato e naturale come la prima volta.

Così è stata la mia amicizia e collaborazione con Antonio Ranalli, massofisioterapeuta, maestro di tecniche manuali cinesi e ayurvediche;  self made man, diremmo di lui. Ragazzo di umili origini, orfano di padre e madre in tenera età, Antonio ha dovuto maturare e mettersi al lavoro giovanissimo; eppure questo non gli ha impedito coltivare la sua passione per l’Oriente dove si recò appena maggiorenne in cerca di un sapere millenario nell’arte medico, dopo alcuni anni l’ esperienza è stata fatta in India dove è stato iniziato alla saggezza Ayurvedica.

La sua carriera di massoterapista e poi fisioterapista ne fu profondamente intrisa di queste metodologie e filosofie, tanto da portarlo ad aprire nuove tipologie di lavoro e spazi adeguati, fino a fondare col tempo una sua scuola di trattamento manuale e formazione di operatori olistici, per la quale scrisse anche diversi testi.

Ricordo come quando ero un ragazzo studente, l’eccessivo tempo sui libri aveva portato le prime conseguenze sulla mia schiena, facendo riapparire una scoliosi incipiente,  fu Antonio a rendersi conto, e, da buon amico, mi  sottopose ad un ciclo di trattamenti manuali, che lui organizzava prima del suo orario di lavoro, “a gratis”,  presso lo studio in cui lavorava.  Questo intervento rese la mia schiena più sciolta e soprattutto  mi aiutò a capire che dovevo prendermi cura della mia postura, come ogni studente che fa una vita sedentaria e vive costantemente  sotto lo stress dell’esame.

Più avanti quando da laureato e specializzato in Fisiatria le nostre strade si sono incontrate nuovamente, abbiamo potuto collaborare più fattivamente, in quanto  Antonio mi chiedeva spesso un parere medico a complemento a tante diverse problematiche che i suoi pazienti gli ponevano.

Pochi giorni fa, con una telefonata sua moglie mi chiedeva di poter fare un’ecografia a casa in quanto la situazione era grave, una neoplasia lo aveva colpito duramente ed era in casa, dove  una dottoressa rianimatrice  lo seguiva  costantemente e ora  aveva  il sospetto di versamenti in sede toracica e  addominale;  ho potuto usare il mio ecografo portatile, col quale faccio terapia infiltrativa, per valutare la sua pleura e il suo omento, e capire che era alla fine, con un lumicino d’energia rimasta; che si esaurì da lì a poco.

Questo è un mio piccolo tributo a questo grande Uomo, amico, collega, maestro di saggezza.

Un abbraccio caro Antonio.

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ENDOLASER una valida alternativa terapeutica nel lombosciatalgia

Il trattamento dei disturbi dolorosi al rachide, molte volte associati a dolore irradiato sul gluteo o coscia, in ciò che viene chiamato lomboradicolite, trova negli ultimi tempi una valida alternativa nel Endolaser (Weber).

Questa terapia è particolarmente indicata nei casi che non hanno risposto alle normali cure con fans (il solito Voltaren associato al Muscoril) e cortisone;  quando il dolore diventa persistente nel tempo, inficiando le abilità nella postura e movimento del paziente, normalmente un giovane adulto lavoratore sedentario.

In pratica si tratta di veicolare dell’energia laser  a bassa potenza (LLLP) in seno al tessuto perivertebrale, in profondità, attraverso un ago catetere dove la sonda laser  irradia con le diverse lunghezza d’onda i tessuti muscolo nervosi, discali, articolari  e legamentosi della colonna vertebrale lombare, esercitando il proprio effetto benefico.

Questo trattamento trova particolari indicazioni anche nei casi di:

  • stenosi lombare
  • sindrome delle faccette lombari
  • ernia discale
  • radicolite dello sciatico
  • disturbi dolorosi cronici vertebralivertebre e radici
  • esiti cicatriziali vertebrali

Maggiori informazioni si trovano nella pagina del fabbricante: Weber, come applicazioni del Laser Interstiziale (materiale consultabile)

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ecografia e/o fisiatria?, meglio l’ecofisiatria

visita fisiatrica+ valutazione ecografica:

succede prima o poi ad ogni sportivo:

avvertire qualche problema con  muscoli e/o articolazioni: sotto forma di dolore oppure difficoltà  nel movimento di un arto. Questo è il momento di procedere con un accertamento diagnostico: meglio un’ecografia o una visita fisiatrica?;  meglio ambedue fatte in contemporanea da un professionista esperto.

La nascita della fisiatria interventistica 

Questa disciplina  non è una scoperta nuova, fino ad oggi era  campo di lavoro per molti ortopedici, radiologi e medici dello sport che gestivano le problematiche osteoarticolari dello sportivo di alto livello; era qualcosa di nicchia, che non sempre si poteva applicare con lo sportivo amatoriale o al semplice cittadino, che normalmente  si stira un muscolo in giardino.

Personalmente vedo la Medicina Fisica e riabilitativa quale  la branca specialistica adatta a gestire queste eventualità in quanto esperta  nella  diagnostica, l’uso delle terapie fisiche e, soprattutto, perchè ha la capacità di  elaborare un progetto riabilitativo individuale specifico per il paziente.  Negli ultimi tempi questo ha dato vita ad un iper specialità ad hoc, quale è la fisiatria interventistica.

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Come può il trattamento con PRP (plasma ricco in piastrine) può aiutarmi nel mio problema Muscoloscheletrico?

Come può il trattamento con PRP (plasma ricco in piastrine) può aiutarmi nel mio problema Muscoloscheletrico?

questa è una bella domanda: “come può il trattamento con PRP  essere d’aiuto nei problemi muscoloscheletrici?”; alla quale non è facile rispondere, in quanto vi è, e vi sarà sempre dibattito e nuove scoperte scientifiche nel campo della medicina rigenerativa.

Prendo spunto di questo bell’articolo del 2018 che cerca  di fare chiarezza sulle principali indicazioni per trattamenti con PRP. questo è il link all‘articolo completo

Un altro bell’articolo sempre del  2018:  intitolato: PRP, mito o realtà?

Nel quale troviamo le seguenti conclusioni:

il trattamento è efficace in (evidenza di tipo 1A):

  • Epicondilite laterale del gomito
  • artrosi del ginocchio, consumo cartilagineo- ne parlavamo in un post precedente
  • fascite plantare
  • potenziamento riparativo in interventi di riparazione del tendine Rotuleo- oppure nell’attecchire un trapianto
  • tendinopatia della cuffia dei rotatori

Trattamento meno efficace (evidenza di tipo 1B) in:

  • artrosi dell’Anca
  • esiti distorsivi alla caviglia
  • tendinopatia Achillea o nel potenziare il recupero dopo una sua riparazione chirurgica- ne parlavo in un post precedente

Un noto scienziato ha definito l’impiego del PRP in campo muscolo scheletrico come uno dei più grandi avanzamenti nel nostro tentativo di attuare una Medicina Rigenerativa.  Personalmente non posso che essere assolutamente d’accordo in quanto l’uso di siero autologo di un paziente ci fornisce un potentissimo farmaco/rimedio, o come vogliamo chiamarlo, che è estremamente potente ed efficace,  in particolare per ridurre il processo infiammatorio e il dolore, che recedono già nelle ore seguenti al trattamento.

Poi le piastrine e le citokine contenute continuano il loro lavoro di controllo e regolazione dei tessuti inducendoli a ripararsi, attivando i meccanismi tessutali di cui disponiamo.

trovo questa possibilità terapeutica fantastica e credo che in un futuro prossimo verrà riconosciuta definitivamente la sua bontà in terapia muscolo scheletrica e non solo.

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Conflitto di spalla, un problema ricorrente

Conflitto di spalla, un problema ricorrente

Il dolore nel giovane sportivo , quale frutto di un conflitto di Spalla,  è veramente un problema ricorrente,  anzi, direi frequentissimo nella pratica clinica.

Questo colpisce sia giovani maschi che femmine, di solito studenti o lavoratori sedentari che praticano sport  sottoponendo le spalle a sforzi in elevazione e rotazione dell’arto superiore.

Si attiva in questo modo una catena d’eventi  le quali provocano infiammazione dei tessuti muscolari e  tendinei della spalla con conseguente  graduale alterazione dell’equilibrio articolare,  oltre al dolore, persistente, episodico, notturno, meccanico, di solito recalcitrante alle diverse cure.

 

impingement spalla circolo                                     inserisco un link ad una bella review  tedesca in inglese

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Onde d’urto o lavaggio infiltrativo nelle calcificazioni di Spalla?

Onde d’urto o lavaggio infiltrativo nelle calcificazioni di Spalla?

Ricorrere al trattamento con Onde d’urto o  al lavaggio infiltrativo delle calcificazioni di spalla in fase algica è una decisione che gli esperti cercano di chiarire  da tempo.

Gli studi condotti sostanzialmente le definiscono quali possibilità equipotenti ed efficaci.

spalla dolorosaLa  Spalla iperdolorosa molte volte è il sintomo del processo infiammatorio all’interno di una calcificazione tendinea o peritendinea della cuffia.

Le calcificazioni hanno un ciclo vitale che si può riassumere in quattro stadi:

  1.   formazione (FORMATIVE)
  2.   quiescenza (RESTING)
  3.   riassorbimento (REASORPTIVE)
  4.   post calcifica  di rimaneggiamento  (POST CALCIFIC)

La sintomatologia acuta di solito si presenta quando la calcificazione in fase di quiescenza modifica la sua struttura,  richiamando contenuto liquido e rigonfiandosi, passando in questo modo dallo stato solido a un contenuto più morbido e pastoso contenuto nel proprio interno.  Ecograficamente la si osserva iperdensa, a forma di nuvola irregolare.

il trattamento prevede:

  • uso di antinfiammatori per via orale:  fans, analgesici
  • terapia infiltrativa con cortisone (una volta era l’unica indicazione per questa procedura)
  • trattamento con terapie fisiche a scopo antalgico.  laser , ultrasuono a contatto, tecar terapia, magnetoterapia, ecc
  • riposo articolare, braccio al collo dove possibile.

se queste misure non apportano un giovamento palese e immediato si rende necessaria una di queste due procedure:

A:  onde d’urto focalizzate , sotto guida ecografica, ESWT f;

B:  Lavaggio, barbotage, needling percutaneo sotto guida ecografica.

Molteplici  studi sono stati pubblicati in letteratura rispetto ai benefici di queste due procedure, meglio l’onda d’urto o il lavaggio ecoguidato?;  con risultati che sanciscono un sostanziale: pari merito per ambedue.

Un consiglio su cosa fare

personalmente credo che in fase iperalgica, nei primi giorni d’insorgenza sia alquanto utile il trattamento infiltrativo con barbotage  e aspirazione della calcificazione, questo lo si può decidere al momento della valutazione ecografica, che in questi casi andrebbe sempre fatta.  Se poi  si ritiene utile non pungere il paziente, la scelta ricade sicuramente sulle onde d’urto.

In certi casi, rari, se il la problematica dovesse persistere e/o ripetersi, sicuramente si rende necessaria la valutazione Ortopedica per un eventuale decisione chirurgica.

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Quando serve la terapia Infiltrativa dell’Anca?

Quando serve la terapia Infiltrativa dell’Anca?

TRATTAMENTO dell’Artrosi attraverso   INFILTRAZIONI CON ACIDO IALURONICO NELL’ANCA

quando un paziente esperimenta dolore all’inguine, limitazione riduzione delle abilità deambulatorie, zoppia, ridotta elasticità dell’anca, con problemi alla vestizione, infilarsi le scarpe e calzini, sofferenza psicologica, calo del tono dell’umore per queste difficoltà, quasi sempre si tratta di un problema di ARTROSI DELL’ANCA, coxartrosi.

il percorso diagnostico e decisionale sarà quello di valutare clinicamente la mobilità e con l’aiuto di una radiografia capire il grado di compromissione articolare, in modo di capire a che punto è il processo degenerativo.

Sebbene buona parte delle problematiche artrosiche dell’ Anca siano destinate a fare una chirurgia protesica quando sarà il momento, bisogna sapere che un programma fisioterapico è utile e necessario, soprattutto nei casi iniziali ,  l’uso di farmaci antinfiammatori (FANS) può essere d’aiuto, così come anche la terapia infiltrativa con l’acido jaluronico.

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PRP – potente trattamento antalgico

PRP – potente trattamento antalgico

L’uso del plasma ricco di Piastrine, vale a dire l’ efficacia immediata del PRP in MSK;  campo muscoloscheletrico; si dimostra ottima nei casi in cui infiammazione e dolore affliggono il paziente adulto sportivo.

Le principali problematiche trattate sono le infiammazioni menisco cartilaginee del ginocchio, poi quelle delle Anche, per quanto riguarda le articolazioni.  Mentre il tendine Achilleo, i tendini dell’epicondilo, e della spalla se partiamo di tessuti periarticolari che provocano disturbi funzionali frequenti.

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Le cause del mal di schiena

Le cause del mal di schiena

Mal di schiena non vuol dire soltanto  dolore locale a livello del tronco.

La lombalgia avviene in una zona biomeccanica complessa dove esistono molte strutture in grado di generare stimoli dolorosi (pain generators)  altresì è  importante come il sistema nervoso percepisce questi stimoli di dolore, li registra e li modula, attivando  le vie di trasmissione del Dolore.

o Dall’altro canto le strutture rachidee in grado di fungere da Pain generators sono molteplici: vertebre, dischi, legamenti gialli, articolazioni zygoapofisarie, radici nervose, muscolatura, articolazione SI; il contenuto addominale fatto di visceri, vasi, nervi; oltre al sistema nervoso e le condizioni del substratto  psichico.

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